Arti Marziali Autentiche. Tradizione O Efficacia

Un bell’articolo di Ester Maltese apparto su Fimmina Magazine  parla della diffusione delle arti marziali in occidente e la loro autenticità, tra tradizione ed efficacia.

Scrive Ester nell’articolo:

“Le scuole occidentali che oggi diffondono e trasmettono queste arti utilizzano il tema della tradizione col fine di attirare possibili allievi, guardano al passato come custode di autenticità. Attraverso una ricostruzione storica però l’autenticità di tali pratiche non si trova all’interno di un “contesto tradizionale”.

L’autenticità di una pratica quindi non può essere provata per mezzo della tradizione ma deve essere testata attraverso l’efficacia. (…)  È a partire da questo che emerge il tema dell’autenticità, le pratiche erano autentiche poiché venivano testate in guerra e l’efficacia poteva essere provata solo in combattimento e quindi il colpo doveva contemplare l’uccisone. Oggi però l’autenticità non può riversarsi sulla ricerca di efficacia in combattimento. (….) Esiste però anche una trasmissione dal punto di vista medico e salutare, uno stesso punto vitale lo si apprende dal punto di vista energetico e quindi in funzione di cura e massaggio. Oggi, per la maggior parte, è questa l’intenzione con cui si coltivano le pratiche orientali, per una ricerca di equilibrio mentale e benessere fisico. È proprio su quest’ultimo punto che si viene ad intrecciare indissolubilmente il qigong, ginnastica energetica o yoga cinese, le arti interne, taijibaguazhang e xingy, con tutti gli stili esterni che esistono, tanglangwing tsunhungar, ecc. Queste pratiche sono apprese e trasmesse una alla volta, ma l’una non può dirsi migliore o più autentica di un’atra, né possono dirsi divisibili o indissolubili”

Nell’articolo trova spazio un’ampio stralcio di intervista a Davide Milazzo, che commenta così il mondo delle arti marziali moderne:

“Personalmente credo che la Via del guerriero sia un percorso di libertà, in cui le persone diventino non adulatori, non soldatini gerarchizzati e proni, ma sempre più responsabili del proprio destino. Togliere, pulire, affrontare i nemici interni, non mettere continuamente catene per alimentare maestroni superegoici e il loro portafoglio. Trovare ciò che unisce e rende fratelli i praticanti al di là degli stili e delle appartenenze, non costruire sette in cui l’ identità si costruisce in contrapposizione al resto del mondo. Abbiamo bisogno di spirito eterodosso, aperto alle contaminazioni, senza nessun santone o duce frustrato. C’è bisogno di spiriti liberi  se è vero come credo che le arti marziali siano uno dei modi per contribuire ad una Umanità migliore”

Leggi l’articolo su FIMMINA MAGAZINE

Scuolalibertao.org corsi di kungfu e Qigong a Bologna Faenza Brisighella


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...