Hung Gar

L’ Hung Gar Quan (pugno della famiglia Hung) o Hung Jia Chuan (Hongjiaquan) in mandarino, è uno stile della boxe del sud della Cina. L’Hung Gar è sviluppato principalmente nella regione di Canton (Guandong), le sue caratteristiche essenziali sono le posture potenti e molto radicate, nonché l’uso preponderante degli arti superiori. Si dice degli stili del kungfu cinese: “mano del sud e piede del nord”, dunque l’ Hung Gar predilige l’uso di potenti tecniche di mano, lo sviluppo di posture molto radicate e la flessibilità delle braccia legate alla velocità aumentano la forza.

Se è vero che Hung Gar è uno degli stili più rappresentativi della boxe cinese conosciuta come “sistema esterno” (Wai Jia), tuttavia non è affatto carente di lavoro “interno” (Nei Jia).  il lavoro sull’energia si esprime attraverso i suoni e la respirazione particolare che sono associati a ciascuno  dei cinque animali dello stile. Il suo potenziale massimo si sviluppa nel combattimento ravvicinato e nella media distanza, e si può considerare  formidabile nel combattimento reale.

Hung Gar o boxe  del clan (famiglia = Ga, Gar, Jia) degli Hung è anche noto come boxe Tigre e Gru, perché esalta il lavoro dei due animali, che rappresentano la quintessenza dell’insegnamento del Monastero della Piccola Foresta (Shaolin).  La boxe a corta distanza è rappresentata dalla Tigre Nera e la boxe lunga dalla Gru Bianca.  Il maestro Hung Gee Gung nel 18 ° secolo riunisce questi due sistemi in uno e con il contributo degli altri tre animali, ovvero l’orso, il leopardo e la scimmia (alcuni aggiungono ancora il serpente e il drago) del pugilato di Shaolin creerà il sistema finale.

 L’essenza dello stile, non è solo un insieme di forme, ma soprattutto lo spirito ereditato dalla boxe di Shaolin, che si esprime nel pugilato lungo e nel pugilato corto,  ispirato dalla tigre e dalla gru, dalla potenza e dalla flessibilità. Lo spirito, l’energia, le posture ed il modo di combattere  dei cinque animali lo caratterizzano, come pure la teoria dei cinque movimenti ovvero acqua, fuoco, legno, terra e metallo. Chi ha una concezione solo sportiva del kungfu senza sapere o voler attingere alla sua profondità, ritiene che questi siano soltanto concetti filosofici Ma al contrario esprimono  princìpi che si accompagnano ad applicazioni assolutamente pratiche, riferite ad ogni livello del combattimento: le posture, i suoni che accompagnano l’emissione della forza, i modi di esprimere le tecniche di mano e di piede, gli stessi cinque animali non si possono comprendere senza riferirsi alla teoria dei Cinque Movimenti e naturalmente a quella dello Yin e dello Yang.

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Taolu dei “Cinque Pugni del Drago” trasmessa al Maestro Georges Charles dal Patriaca dell’Hung Gar Yuen Yik Kai, anno 1973