Una donna sdraiata su un tappetino, con le gambe piegate e una posa rilassata, circondata da vegetazione e luce solare.

Impossibile quì trattare tutti gli aspetti, ma i nostri modi di produrre “carburante energetico”, ovvero respirare e alimentarsi, sono strettamente connessi.

Il centro respiratorio infatti monitora costantemente il ph del sangue, e quando questo tende all’iper acidosi conseguente al consumo eccessivo di alimenti acidi (alimenti processati, carne, latticini, zucchero, caffè, alcol ecc), il respiro aumenta per scaricare C02 e ristabilire il PH. Il contrario avviene con alimenti alcalini (frutta, verdure, cereali integrali, ecc.), che costituiscono il solo 5% della dieta occidentale. La proporzione era invertita solo fino a poche generazioni fa, dunque ci si può scommettere che questa cattiva alimentazione favorisca l’iperventilazione, insieme allo scarso esercizio fisico.

Proviamo a visualizzare un cantadino che zappa per ore la terra, un boscaiolo, o una donna africana che porta enormi pesi sulla testa: non viene certo in mente qualcuno che ansima per lo sforzo, al contrario: economia del minimo sforzo, eleganza del gesto, ritmo.

Chi respira troppo, mangia troppo, pensa troppo e si stressa troppo è l’uomo moderno, che a causa di ciò si stata involvendo a velocità impressionante in aree base del suo essere.

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