“Non sono le montagne che hai davanti a stancarti, ma i sassi che hai nelle scarpe” Mohamed Alì

“Fai dei bei respironi che ti fa bene”
È più o meno quello che nell’ esperienza comune viene trasmesso prima nelle sessioni scolastiche di “educazione fisica” poi nelle palestre, negli ambulatori medici, ecc.
Sbagliato, stai solo iperventilando!
Ed è una consapevolezza scientificamente nota già dal 1904 col nome di “effetto Verigo- Bhor.
Ovvero: quando si inspira più aria del necessario si riduce la quantità di anidride carbonica (CO2), sostanza FONDAMENTALE affinché l’ ossigeno si distacchi dal sangue e vada a nutrire tutti gli organi e tessuti… cervello incluso.
Dunque l’ effetto dell’ iperventilazione è l’ ipossia, ovvero la carenza di ossigenazione di tutto l’ organismo, perché la maggior parte dell’ ossigeno incamerato con l’ inspiro lo emettiamo espirando!
Si stima che circa il 90% delle persone viva in stato di iperventilazione.
I sintomi più evidenti sono:
-Respirazione toracica, a ridotta escursione diaframmatica
– Respirazione con la bocca. Respirare con la bocca è corretto quanto mangiare col naso!
– Apnee notturne, russare.
Poiché il respiro influenza TUTTI i sistemi vitali del corpo si può ben comprendere che respirare male peggiora gravemente la salute fisica ma anche lo sviluppo cognitivo e la stabilità emotiva.
Vi è ad esempio uno stretto legame respiro/sistema nervoso: iperventilando diamo segnale al sistema simpatico che c’ è una situazione di allarme, una tigre pronta a sbranarci, e via con una cascata di ormoni dello stress funzionali a combattere, fuggire o congelarsi.
Per fortuna è vero anche il contrario:
Una respirazione corretta MIGLIORA ENORMEMENTE la salute, la vitalità, l’ equilibrio emotivo.
Un respiro lento, tranquillo e diaframmatico spegne il simpatico, attiva il parasimpatico, ci fa sentire come se stessimo entrando in una sauna, o se stessimo ricevendo un bel massaggio. Così sarebbe fisiologico sentirsi, in assenza di tigri nei paraggi!
Se è dal 1904 che la fisiologia medica ha appurato i danni da iperventilazione, perché ciò resta sottaciuto?
La medicina occidentale applica questa evidenza solo nel campo della medicina di urgenza, come salvavita in caso di vari incidenti si somministra CO2.
Ma silenzio assoluto su come insegnare a respirare, al contrario come detto si viene addestrati ad iperventilare, cioè il respiro patologizzante, che fa consumare tra i 12 e venti litri di O2 al minuto contro i 5/6 di una respirazione sana. Ciò vale anche per gli sportivi, che potrebbero incrementare enormemente la prestazione e la salute respirando correttamente.
Chi è Buteiko, fondatore dell’ omonimo metodo?
Era un medico sovietico, che già dagli anni 60 ha diffuso il suo metodo, che semplicemente senza inventare nulla ricava le conseguenze logiche della fisiologia del Respiro, dunque si tratta di imparare a RESPIRARE MENO.
Evidenza che peraltro collima, ancora una volta, con la consapevolezza delle pratiche millenarie delle tradizioni indiane e cinesi (vedi Pranayama e Qigong) presso le quali è noto che meno si respira più a lungo si vive. Basta osservare la natura per arrivarci, in particolare osservando il tempo di vita di animali che iperventilano (conigli, cani, gatti…) con quello di coloro che respirano lentamente (tartarughe, elefanti, delfini).
Il metodo Buteiko entrò presto nel sistema sanitario sovietico, che essendo libero dai ricatti dell’ industria farmaceutica considerava la medicina un valore d’ uso e non merce di scambio sulla quale lucrare profitti.
Ed è tutt’ ora parte del sistema sanitario russo, perché da la possibilità di curare a costo zero patologie importanti come l’ asma, cardiopatie, diabete, allergie e molto altro.
Da una ventina di anni è entrato anche nel sistema sanitario australiano e britannico.
Si può dire che il respiro sia una vittima sacrificale per la scienza occidentale, per la quale la malattia è business e la salute un costo che non interessa a nessuno.
Finché l’ aria è gratuita e disponibile per tutti in ogni momento della vita, saper respirare dovrebbe essere la PRIMA MEDICINA cui rivolgersi, come cura per molti malanni ma soprattutto per non ammalarsi, come prevenzione.
Occorre come primo passo capire come si respira per poi adottare soluzioni.
Ad esempio: quanti cicli respiratori fai, 4/5 al minuto come è sano o 12/20, che è come iperventilano i più?
Respiri di pancia, di torace, o addirittura a livello delle clavicole?
Vi è una sola respirazione sana, quando si è a riposo: la respirazione diaframmatica e addominale. Il motivo è dettato dalla conformazione dei nostri polmoni, che non hanno una superficie uniforme, bensì che si allarga verso il basso. Se a causa di stress emotivo il principale muscolo respiratorio, il diaframma, non scende adeguatamente verso il basso all’atto dell’inspiro e non sale nell’espiro, significa che si respira utilizzando prevalentemente i muscoli respiratori accessori che elevano il torace nell’inspirazione.
La conseguenza, data la morfologia del polmone, è che a beneficiare dell’atto respiratorio sarà solo la parte superiore, con conseguente diminuzione della V02 (capacità polmonare). La respirazione toracica in una persona sana deve attivarsi esclusivamente durante sforzi intesi, e anche in questo caso senza sacrificare quella addominale e diaframmatica o si andrà facilmente in affanno, con relativo decadimento della tecnica.
Quando respiri a livello dell’ addome è comunque sbagliatissimo “spanciare”, ovvero spingere gli organi in fuori provocando la cosiddetta visceroptosi, che provoca numerosi danni tra cui lassità dei tessuti interni del core e parecchio altro. Ciò è noto da millenni grazie al Pranayama, che insegna la respirazione diaframmatica col controllo della cintura: si espande ESCLUSIVAMENTE dall’ ombelico in su!
Ciò è particolarmente vero negli esercizi sotto sforzo, quando la tenuta del Centro con attivazione del muscolo trasverso è del tutto incompatibile con la respirazione addominale spanciata. Basta farne esperienza eseguendo un plank: cambia tutto se lo si esegue respirando in tenuta, dall’ombelico in su, o se si lasciano penzolare i visceri verso il basso, creando un’abnorme pressione intra addominale. Per non parlare dei Crunch, uno degli esercizi addominali più popolari: se si eseguono senza tenuta, magari inspirando al massimo dello sforzo, può essere massacrante per i tessuti interni e causare diastasi, ernie addominali, ptosi del pavimento pelvico.
Come ricercatore e Insegnante dedico da anni (dal 2020) molto tempo, risorse economiche ed energie al tema della respirazione, perché ritengo sia sbagliato trasmettere qualsiasi genere di disciplina se non si resetta il modo errato di respirare.
Non mi addentro qui nel lato energetico della faccenda, che mi è caro come praticante di kungfu e qigong, se non per dire che pretendere di aumentare il livello energetico senza avere le basi della respirazione corretta è illusorio. Se il centro-dantian non lavora bene, sinergicamente negli aspetti muscolari e respiratori, si avrà un Centro debole, e probabilmente in preda ad infiammazioni permanenti, altro che calderone alchemico!
Impossibile quì trattare tutti gli aspetti, ma i nostri modi di produrre “carburante energetico”, ovvero respirare e alimentarsi, sono strettamente connessi.
Il centro respiratorio infatti monitora costantemente il ph del sangue, e quando questo tende all’iper acidosi conseguente al consumo eccessivo di alimenti acidi (alimenti processati, carne, latticini, zucchero, caffè, alcol ecc), il respiro aumenta per scaricare C02 e ristabilire il PH. Il contrario avviene con alimenti alcalini (frutta, verdure, cereali integrali, ecc.), che costituiscono il solo 5% della dieta occidentale. La proporzione era invertita solo fino a poche generazioni fa, dunque ci si può scommettere che questa cattiva alimentazione favorisca l’iperventilazione, insieme allo scarso esercizio fisico.
Proviamo a visualizzare un cantadino che zappa per ore la terra, un boscaiolo, o una donna africana che porta enormi pesi sulla testa: non viene certo in mente qualcuno che ansima per lo sforzo, al contrario: economia del minimo sforzo, eleganza del gesto, ritmo.
Chi respira troppo, mangia troppo, pensa troppo e si stressa troppo è l’uomo moderno, che a causa di ciò si stata involvendo a velocità impressionante in aree base del suo essere.
Credo che avere degli strumenti concreti per autogestire la salute sia prioritario e urgente per tutti, perché viviamo in un sistema le cui urgenze sono di ordine opposto: pandemie, malattie varie e guerre sono i fattori chiave che orientano sia la ricerca scientifica che le decisioni politiche.
Per me esiste il dovere morale di trasmettere quel che permette di vivere meglio senza conformarsi a questo stato di fatto che ci vuole eterni clienti, malati e fondamentalmente disperati e rassegnati.
Saper respirare è il primo, forse il più importante gesto di Libertà e Liberazione che abbiamo a portata di mano.
Buon respiro a tutti
Davide Milazzo, Ai Wushi
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