
I due concetti sono simili, anatomicamente il dantian (kandas nella cultura indiana, hara in quella giapponese) è incluso nella zona anatomica che definisce il core.
Il core è il cosiddetto “corsetto” che dalla zona tra ombelico e pube va ai fianchi e alla zona lombare della schiena.
Le strutture muscolo-tendinee che lo compongono sono fondamentali per trasmettere efficacemente la forza dagli arti inferiori a quelli superiori.
Queste sono infatti i nessi che consentono alla catena cinetica di sfruttare al massimo il suo potenziale, un po’ come fosse il cardano di un’automobile che trasmette energia alle ruote motrici.
Ecco nel dettaglio i principali muscoli del core:
trasverso, addominali obliqui interni ed esterni, retto addominale, multifido, quadrato dei lombi, muscoli paraspinali, muscoli del pavimento pelvico, grande e medio gluteo.
Allenare questi muscoli è di fondamentale importanza per la salute, e la sicurezza di qualsiasi gesto atletico, in quanto si tratta di muscoli stabilizzatori della postura.
Nelle pratiche orientali però la questione non è soltanto anatomica e muscolare: in Cina, come in India e Giappone, questa è una zona di fondamentale importanza vitale ed energetica.
I Dantian, o centri energetici, sono tre.
Quello cui ci riferiamo in questo articolo è il dantian inferiore, associato alla Terra, dunque all’elemento che regge strutturalmente tutto il sistema: parliamo di vigore fisico, sessuale, di forza vitale.
Non a caso, due dita sotto l’ombelico vi è il punto Qihai (mare dell’energia), che all’interno del ventre definisce anche il centro di gravità del corpo.
Nella cultura tradizionale cinese che sta dietro il kungfu ed il qigong si usa dire che una buona pratica deve “riempire la pancia, soddisfare il cuore, svuotare la mente”.
Il senso è chiaro: senza pancia piena, ovvero forza della struttura, non è possibile nessuna evoluzione in senso spirituale.
Il corpo è il nostro calderone alchemico della trasformazione, non abbiamo altro.
Per questo va trattato bene: nutrito come si deve con il movimento, l’alimentazione, la respirazione corretta e piena.
Altrimenti il rischio è quello di trovarsi a pancia vuota, dunque deboli e cagionevoli, il cuore pieno di paure e perennemente in protezione (chiuso al sentire) e la testa piena di pensieri superflui che rinforzano, in un circolo vizioso, la debolezza fisica.
Senza radici, niente ali. Senza corpo forte, e senza la capacità di avere piena consapevolezza e controllo del corpo, niente evoluzione spirituale, né….. reale libertà personale.
“Solo chi possiede il suo corpo possiede anche la mente” (Buddha).
Grandissima verità, oggi sotto gli occhi di chi sa vedere.
Così come dal punto di vista anatomico occorre sapere in modo concreto come attivare questa centro muscolare per sapersi muovere nelle arti marziali come nello yoga e in molte discipline moderne, per noi è importante anche saperla alimentare energeticamente.
Ciò avviene con il pranayama, la scienza antica del respiro, che da’ al gesto potenza, e soprattutto cambia radicalmente in meglio vitalità, presenza mentale, salute.
La respirazione completa e corretta deve includere quella ventrale, costale e clavicolare.
Ma il punto è che senza controllo della cintura (attivazione del trasverso) la respirazione comporta visceroctosi, per nulla salutare e disfunzionale al movimento.
Dunque il controllo del core è indispensabile anche al saper respirare correttamente.
Corpo mente energia, tutto è Uno.
Ai Wushi
