Lo Squat è uno dei migliori esercizi per il ripristino dell’ elasticità delle anche, che spesso soffrono per il troppo tempo trascorso bloccate a 90 gradi sulla sedia.

La sedia (e sue varianti: tazza del wc, sedile dell’auto, divano, ecc) praticamente è diventata una sorta di protesi dell’ uomo moderno, che passa seduto in media dalle sei alle dieci ore al giorno.

Nella variante accosciata (vedi foto) abbiamo inoltre una forte attivazione, in risalita, del grande gluteo, muscolo importantissimo per la salute in quanto stabilizzatore della postura.

Nell’arte marziale il gluteo fa la sua parte, insieme al bicipite femorale che lo precede, nella trasmissione della forza elastica dai piedi alle mani: un gluteo lasso, o iperteso, interrompe questa importante linea di forza.

E la stessa cosa vale per il camminare, con conseguente caduta del peso sulla gamba che viene lanciata via da me, invece che spingere il suolo via da me, a partire dalla gamba d’appoggio.

Con il risultato che per compensare lo sbilanciamento i piedi si apriranno verso l’esterno con la tipica postura “da papera” e compromissione posturale conseguente.

Lo squat è sicuramente tra i migliori esercizi per vitalizzare questo vero e proprio “muscolo della salute” che è il sedere, spesso considerato solo dal punto di vista estetico, anzichè funzionale, dall’industria del fittness.

Se lo squat è eseguito con le cosce parallele al suolo si ha invece una maggiore attivazione del quadricipite femorale.

Vi sono alcuni principi da rispettare nell’ esecuzione: mentre il sacro affonda verso terra va mantenuta l’ estensione al cielo del capo,

l’ apertura del petto, la connessione delle scapole e l’ attivazione del core, che gestisce transizioni e tenuta.

Quando inizia la fase discendente, mi muovo NON A PARTIRE DALLE GINOCCHIA, affondo prima dalle anche (DAL CENTRO), le ginocchia seguono e restano rigorosamente puntate verso i piedi, che sono tenuti paralleli o con un’apertura non maggiore di trenta gradi.

La discesa non è abbandonata alla gravità, bensì tirata verso il basso dall’attivazione del muscolo pettineo: facendo ciò non solo mi educo a muovermi sempre con le connessioni giuste in base al principio del minimo sforzo, massima resa (Visione Taoista), ma scoprirò nel pettineo un alleato prezioso in situazioni di combattimento, specialmente nella lotta a terra quando si tratta di contrastare una presa alle gambe dell’avversario, per esempio.

Le ginocchia sono del tutto lasciate a riposo grazie all’ espansione verso l’ esterno: niente peso in avanti!

Questi accorgimenti tecnici permettono di non perdere la connessione interna della struttura, e di agire di conseguenza col minimo sforzo.

Il respiro precede e accompagna il movimento.

Risalire con un movimento “a onda” e attivando i muscoli del sedere SEMPRE A PARTIRE DAL CENTRO E NON DALLA TESTA, COME QUANDO SCENDO.

Sbilanciarsi in avanti con la testa sarebbe penalizzante in caso di sollevamento di un peso (o nella lotta a terra).

Per salire inoltre devo avere chiara l’intenzione di spingere via il suolo da me, e non me via dal suolo: l’uso dell’ideochinesi è molto importante per produrre un risultato a partire da una determinata visualizzazione-immagine mentale. 

L’essenza di questi princìpi si trova pari pari nel sedersi su una sedia/divano (o a terra, parlando di una pratica di salute e ben allenante). 

Se rispetto la corretta gerarchia centro/testa, comunemente ribaltata per l’homus macrocrocephalus occidentale, (praticamente ridotto a un testone senza corpo), le ginocchia ringrazieranno: sperimentate con consapevolezza cosa comporta alzarsi sfruttando il “momentum” (slancio) della testa, e cosa invece accade muovendosi in stato di grazia: la pressione sotto i piedi aumenta, proietto il Centro (se vogliamo, l’ombelico) in avanti, contraggo il grande gluteo e il gioco è fatto: minimo sforzo, massima resa, niente cure ortopediche, un gesto quotidianamente tra i più ripetuti (CONDIZIONAMENTO) diventa gesto allenante.

Occorre dunque uscire dall’ottica di fare sempre di più: meglio togliere le errate abitudini quotidiane e riappropriarsi di patterns motori quotidiani corretti: uscire dalla logica dell’allenamento da palestra e praticare la Vita nel corretto stato di flusso, quello naturale che per lo meno si riavvicini a ciò che siamo: animali molto antichi, con un corpo da cacciatori del paleolitico che solo un errato stile di vita riduce a zombi smidollati, sfiancati, senza corpo nè spirito.

Quindi alla mercè di qualsiasi manipolazione esterna: solo chi possiede il Corpo possiede la Mente (Buddha).

Lo Squat è uno dei cinque “movimenti primari” da ripristinare per riconquistare il corpo che ereditiamo alla nascita, capace di correre per molti km inseguendo il suo pasto, mentre in età adulta si ritrova a sbuffare su un tapis roulant o una cyclette come una locomotiva a vapore per smaltire il troppo cibo ingozzato.

Da soggetti evolutivamente programmati per inseguire una preda si è diventati gente grassoccia inseguita dal troppo cibo, per non parlare del resto delle abitudini.

Questo MISMATCH EVOLUTIVO è causa di quasi tutte le principali malattie della modernità: cardiopatie, cancro, diabete, osteoporosi, stress, obesità, ecc. (si veda l’ottimo testo del biologo evolutivo Daniel Lieberman, Storia del corpo umano, evoluzione, salute, malattia)

Questi isono i cinque movimenti primari, in ordine di importanza, per ripristinare un corpo naturale, da animale in stato di grazia invece che animale in cattività: squatt, hinge, appendersi, portare pesi, tirare-spingere. Questo argomento merita future trattazioni a parte.

La variante di squatt detta “muraglia cinese” consiste nell’ esecuzione rivolti ad una parete, con i piedi il più vicino possibile ad essa: un modo efficace di testare il grado di flessibilità delle anche conseguito.

Nel kungfu tradizionale abbiamo la postura Mabu (cavaliere), che è un parente “alto” dello squat nel senso che ne incorpora tutti i princìpi, ma le cosce vanno tenute parallele al suolo e il sedere non affonda oltre la linea delle cosce, mentre la distanza tra i piedi è molto più larga dello squat per garantire un’energia che si espanda lateralmente per colpire, proiettare o calciare.

Vi sono poi numerose varianti dello squattare, con risultati allenanti diversi: il MOVIMENTO E’ NUTRIMENTO E COME IL CIBO DEVE ESSERE VARIO, EVITANDO DI IPERSPECIALIZZARSI CON CONSEGUENTI AMNESIE MOTO-SENSORIALI E LIMITAZIONI DA CORTO RAGGIO MOTORIO.

Ne cito solo alcuni.

Lo Shiko dei lottatori di Sumo allena molto di più i glutei rispetto all’accosciata classica, idem per i muscoli del core, sollecitati per stabilizzare la postura che viene mantenuta su una sola gamba per qualche secondo, e i muscoli adduttori delle cosce, più sollecitati per la posizione ampia dei piedi.

Negli allenamenti del Kungfu tradizionale si usa spesso il Kossak squat, l’accosciata laterale ad affondi alternati, ottimo esercizio che coinvolge molto gli adduttori, muscolo importante per stabilizzare la postura e influire sulla mobilità dell’anca, i quadricipiti, i glutei, la percezione corretta della spinta da terra: con il piede della gamba su cui poggia il centro di gravità spingo, con il piede della gamba distesa tiro.

Il Bulgarian squatt mira alla tonicità dei glutei, ma rinforza anche la flessibilità, l’equilibrio, la stabilità.

Il Pistol squatt consiste nell’accovacciarsi su su una gamba mantenendo l’altra distesa. E’ eccellente per la forza, richiede un buon rapporto peso-potenza e discreta mobilità articolare. Lo si può facilitare attaccandosi a un mobile se non si ha forza sufficiente, ed è ottimo per rinforzare i legamenti del ginocchio, il quadricipitre femorale, il quadrato dei lombi, i paravertebrali, il grande gluteo, gli abduttori, gli ischiocrurali.

Storicamente la postura accosciata è legata alle culture di tipo agricolo, permette infatti di eseguire diverse operazioni a terra come seminare, raccogliere…ma anche fare un massaggio, partorire, espletare altri bisogni corporali.

Nei paesi asiatici è conosciuta come posizione di riposo, che permette di scaricare la colonna vertebrale dalle sollecitazioni gravitazionali.

In Russia è anche un simbolo di appartenenza adottato dalle gang di strada, una posa adottata dalle contro-culture giovanili.

Squattare ogni volta che si può è un toccasana per l’uomo troppo seduto della civiltà moderna: libera le anche, rende forti gambe e glutei, permette di assaporare una maggiore vicinanza alla Terra, di avvicinarsi ad essa con umiltà, raccoglimento e rispetto.

E’ l’esercizio di GROUNDING (radicamento) per eccellenza: occorre considerare che non sentire i piedi, mancare dunque del rapporto con la Terra, ha conseguenze importanti a livello energetico, quindi non solo fisico, ma psico-emotivo e sessuale .

Si veda a tal proposito Alexander Lowen, fondatore della bioenergetica, nel suo libro “la Spiritualità del corpo”, che definisce bene come gran parte delle problematiche sessuali deriva dall’ essere scollegati in senso alto-basso, con conseguente incapacità di vivere l’ondata di energia vitale dai piedi in sù, tipico dell’uomo-donna occidentali con zampette di pollo e perennemente “nella testa”.

Costretti a rincorrere il problema con massiccio consumo di viagra già dall’adolescenza, nell’illusoria speranza che riuscire ad avere una “prestazione” possa anche solo lontanamente avvicinarsi ad un piacere sessuale pieno in senso fisico, energetico e spirituale.

Per chi interessato ad approfondire il tema del Corpo Funzionale, basato sulla riacquisizione-ottimizzazione di patterns motori sacrificati dallo stile di vita attuale, Scuola LiberTao ne fa una priorità programmatica da anni.

E’ il corpo a dover tornare funzionale, a niente servono gli “allenamenti funzionali” su corpi disfunzionali, e lo stesso dicasi per pratiche salutari, dolci, olistiche, costruite su disfunzionalità che possono distruggerti…dolcemente,!

Vedi il caso di discipline come yoga, taichi, qigong proposti in chiave commerciale per corpi budino, senza alcun rispetto della loro tradizione guerriera e dei contenuti profondamente trasformativi che contengono su tutti piani dell’essere.

Tali soluzione possono servire si “a far stare un pò meglio”: ci vuole poco per dare sollievo a corpi che vivono in cattività, ma senza cambiare niente di strutturale si mettono solo fiori nella propria cella di dipendenze, cattive abitudini, subalternità ad un sistema che prospera e fa profitti sulla malattia, la debolezza, la manipolazione.

Conosci te stesso, possiedi te stesso, trasforma te stesso: e così cambi il mondo qui e ora, come ormai sappiamo anche dalla fisica quantistica. 

Vivi da schiavo, da povero pollo d’allevamento destinato al macello, malaticcio e deboluccio che si ingozza di farmaci a comando e contribuirai ad un mondo così.

Vivi da uomo libero e costruisci un mondo libero: questo per me è il senso di essere un guerriero, altro che guerrieri da palestra.

Cercare i punti di contatto tra le tradizioni orientali e l’anatomia funzionale occidentale è una grande scommessa, e un’opportunità evolutiva per chiunque voglia migliorare la salute, la qualità del movimento, la consapevolezza interiore.

Tutto è Uno, così in alto, così in basso: “l’interno genera l’esterno, l’esterno nutre e protegge l’interno”.

Davide Milazzo, Ai Wushi,  Scuola LiberTao Arti del Corpo per Spiriti Liberi

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