
Il lavoro di ricerca con gli animali, gli alberi e la natura tutta caratterizza i miei sforzi degli ultimi anni come shifu di Scuola LiberTao.
Non si tratta nella mia visione di creare qualcosa di nuovo, ma piuttosto di combinare in modo originale elementi antichi.
Un pò come uno chef la cui inventiva e genialità si dimostra dal come combina gli ingredienti, non nella loro scoperta.
Questa è la mia libertà di ricerca e il mio orizzonte di senso.
E questo è un contributo fattivo alle pratiche vissute come una Via di Liberazione.
Un antidoto alla disumanizzazione crescente, all’attacco devastante che l’umanità sta subendo dalle oligarchie al comando in ogni ambito vitale:
dalla salute, al tema della guerra, al lavoro, la devastazione degli habitat naturali con tutte le conseguenti catastrofi che di naturale non hanno niente, come la recente alluvione in Emilia Romagna, regione con il triste primato nel consumo di suolo e nella cementificazione.
Questi fenomeni sono tutti collegati e hanno una storia ormai di molti decenni che ha un nome preciso: il capitalismo nella sua fase neo liberista.
E’ altrettanto vero che negli ultimi anni l’accelerazione è stata esponenziale, in particolare a partire dalla gestione di una delle tante emergenze che il sistema ha imposto e impone continuamente alla nostra quotidianità come metodo di comando: quella sanitaria.
Un passaggio epocale di cui il green pass è stato uno degli strumenti più vergognosi, ma non l’unico, e messo provvisoriamente questo in stand bay, resta definitivamente come eredità della gestione sanitaria una involuzione complessiva della società su tutti i piani: psichico, antropologico, sociale, spirituale, politico.
Tra questi effetti, non da ultimo, la militarizzazione integrale della propaganda, dell’informazione, che ha assunto livelli sconosciuti dai tempi del nazi fascismo.
L’opinione pubblica è trattata alla stregua di una “mente alveare” da condizionare attraverso algoritmi, e ciò viene apertamente teorizzato nel dibattito sociologico contemporaneo.
Gli strumenti tecnologici e informatici, che in seguito all’emergenza sanitaria hanno conquistato nuovi terreni di influenza, stanno creando problematiche enormi di alienazione e malessere tra i giovani soprattutto.
Il risultato di tutto questo, senza soluzione di continuità, è stato spianare il terreno a un’altra enorme operazione basata su menzogne e distorcimento dei fatti: quella della guerra in Ucraina, che rischia di trascinare l’umanità in un conflitto termo nucleare mondiale in nome degli interessi dell’impero a guida americana.
Tutte le guerre dovrebbero essere ricordo del passato, un’archeologia dell’orrore.
Purtroppo è assente, con poche eccezioni, il tentativo di avere una visione complessiva delle cose, di ricomporre in un quadro unitario di senso quel che il sistema ha tutto l’interesse a far arrivare alle masse come fenomeni a se stanti, frutto del caso o di eventi lontani dai territori e dunque incontrollabili.
Eppure sarebbe facile, persino gli attori fisici (partiti politici e lobby finanziarie) che muovono le diverse emergenze sono gli stessi, da quella pandemica alla guerra, a quella climatica, connessa alla ristrutturazione “green”, un ulteriore colossale attacco alle condizioni di vita dei più, un’articolato piano progettato per spostare ulteriori masse di profitti in favore dei potentati.
“Ripetere una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista).
Questa strategia dell’emergenzialismo permannte corrisponde al governare attraverso la diffusione di un continuo estenuante senso di ansia, di impermanenza, di paura, che nella fase “pandemica” è stata sviluppata ai massimi livelli.
Diffondere falsità a raffica, spesso in continua contraddizione tra loro, è stato il modo per disorientare, annientare la capacità di discernimento, e infine portare a fare quello che si sono prefissi di imporre.
A pochi è venuto anche solo il dubbio che obiettivi perseguiti attraverso la violenza, il terrorismo diffuso h24 con dati ampiamente manipolati, la mistificazione, il ricatto di far perdere lavoro, reddito, diritti basilari, rete sociale, non potesse implicitamente avere niente a che spartire con la salute delle persone.
Un’evidenza questa talmente lapallisiana, che dovrebbe far riflettere con attenzione su quanto sia stato efficiente e sofisticato il meccanismo di comando e assoggettamento.
L’ideologia del pensiero unico al servizio del profitto, forte come una religione assolutistica da far impallidire i medioevali tribunali dell’inquisizione, conta su masse di persone disintegrate interiormente, precarizzate e divise nella dimensione sociale per imporre la sua visione mortifera, velenosa della vita e della società.
Sciorinando menzogne su menzogne ad ogni nuova emergenza.
Questo pensiero unico ha un nome: lo scientismo tecnocratico/razionalista, ed è la religione del capitalismo liberista.
Una nuova religione assoluta, che ha i suoi preti, i suoi sbirri, censori, aedi, leccapiedi.
Demistificarli è compito di tutte le persone libere.
Solo persone integre internamente possono avere gli strumenti intuitivi per capire i processi che accadono e trasformarli a partire da se stessi, guerrieri inattaccabili e liberi perchè connessi al Tutto.
Saper intuire oltre le apparenze ammantate di ideologia mistificatoria, saper vedere oltre il visibile, è sapersi muovere nel mondo delle non-forme, che implica la capacità di anticipare la forma prima che si manifesti.
Questa capacità appartiene a chi si allena per essere un guerriero integro, che non si accontenta del piatto di lenticchie della visione deterministica dettata dal razionalismo scientista: è la visione del cuore.
Allenare dunque Corpo-Mente-Spirito, seguire la via della trasformazione a partire dal fare i conti con i personali meccanismi difensivi egoico-bellici che riducono a vivere in uno stato di sonno verticale, di distorsione permanente, di conflitto e separazione dalla natura e dai nostri simili.
Chi non ce la fa a capire e si adegua a tutto questo, è semplicemente fregato, dannato a vivere nel perenne depotenziamento, senza felicità, e destinato nel migliore dei casi a bruschi risvegli.
Quella è la vita della scissione e dell’alienazione.
Il mio kungfu è dunque tornare alla natura, alla biofilia, al selvatico come strada maestra di integrità e rettitudine.
Per questo, ringrazio soprattutto gli animali, come miei maestri e compagni di viaggio.
Non mi invento niente di nuovo, tutta la tradizione cui faccio riferimento, quella cinese, appartiene ad antiche concezioni sciamaniche intrise di simboli finalizzati proprio a vivere intensamente l’appartenenza al tutto: Cielo-Uomo -Terra.
Spero che il mio sia un contributo utile a risvegliare questi simboli affinchè escano da una dimensione puramente decorativa e folkloristica da supermarket dell’esotismo.
Per tornare ad essere canzoni cantate in cerchio nel bosco selvaggio, pratiche, preghiere, di guerrieri liberi e indomiti.
“Un simbolo qualora non sia animato da movimento e non produca dunque un effetto, puzza come la carogna di un elefante in decomposizione” ci dicono i classici.
A me interessa l’elefante Vivo, che barrisca fiero e inarrestabile in faccia al nemico.
Ai Wushi
Shifu di scuolalibertao arti del corpo per spiriti liberi
