Due concetti sui quali è facile fare confusione e scivolare nell’ equivoco.
Un praticante di Arti Cavalleresche, impropriamente dette “marziali”, coltiva disciplina perché è un’ attitudine di Volere e Potere personale che permette di realizzare se stessi, la propria ghianda personale.
Laddove chi manca di disciplina, dunque di direzione QUOTIDIANAMENTE coltivata nella vita, probabilmente la sua ghianda neanche la incontrerà mai.
Perché ben di rado le cose sono date cascando dal cielo o per improvvisa illuminazione, senza un lavoro dietro costante.
Lavoro che toglie, essenzialmente, non aggiunge, ciò che offusca la visione del cuore: ideogramma Xin nella visione cinese, raffigurante una ciotola vuota al cui esterno cadono due gocce, la mente e le emozioni, mentre verso il centro cade dall’ alto la goccia del proprio Spirito.
Ovvero ciò che corrisponde al nostro sé profondo, all’anima, offuscata e in dialettico confronto permanente con il rumore dell’ ego, che a seconda dei casi gonfia, o depriva, e comunque tutto cela sotto valanghe di giustificazioni, scuse, ottime ragioni per….non quagliare niente di buono per sé stessi.
Quanto disciplinato coraggio occorre per lasciare una situazione di comfort, per esempio un lavoro sicuro e ben retribuito (o una relazione, ecc) che però umilia la nostra anima?
Senza disciplina non affronti nessuna tempesta, e la vita in generale, se non passivamente, lasciandoti sbatacchiare anche dalla leggera brezza, figuriamoci da tempeste vere. Per me questo è il punto che fa della disciplina una conditio sine qua non di Libertà personale. Non la libertà connessa a questo sistema socio culturale, la libertà cioè di essere uno schiavo determinato dai condizionamenti, interni ed esterni.
Parlo della libertà che spezza catene, un lavoro interno di rivoluzione permanente che tra l’ altro è l’ unico modo per cambiare il mondo fuori. Sennò sono tutte balle, le solite, finite sempre storicamente nella polvere.
La disciplinata libertà richiede un semper incipit, cioè un lavoro quotidiano che ricomincia sempre. Lavoro fisico, psicologico, mentale e spirituale.
E ciò configura la base psicoantropologica per una Nuova Umanità che non sia quella degli zombi obbedienti, dei soldatini al servizio dei potenti.
Potenti perennemente in guerra perché possono contare su un materiale umano schiavizzato, in quanto settato sui meccanismi difensivi egoico bellici, quindi in guerra permanente con se stessi, il prossimo, la natura tutta.
Se la disciplina è un atto di libertà che ricompone, che realizza persone Integre capaci di costruire una società integra, l’ obbedienza invece separa: lavora per l’ ego, il proprio o quello altrui.
Un cavaliere dei tempi moderni è liberamente disciplinato: sceglie cosa fare, dove andare, cosa mangiare, come pensare allenarsi, fare l’ amore, relazionarsi, ecc. Non subisce niente, non gli si impone niente che possa umiliare la sua anima.
Un servo invece obbedisce, trascina le sue catene, i suoi automatismi difensivi, lecca i piedi del suo padrone, o del maestro di turno, di un capo, del sistema, dell’ identitarismo ideologico o religioso e di tutto ciò che possa confermargli uno status di passiva rassegnazione esecutiva.
Disciplina di partito, di scuola, di stato, ecc, sono tutti travisamenti, distorsioni improprie che in realtà hanno a che fare con l’ obbedienza, con esiti puntualmente nefasti a livello individuale e sociale.
Chi è disciplinato sceglie, ma ciò non ha NIENTE a che vedere con la finta possibilità di scelta che ti lascia il sistema, che sono sempre le sue opzioni velenose e depotenzianti: il cavaliere disciplinato sceglie se stesso, conquista sempre la sua Integrità, e in ciò restituisce un lavoro sociale autenticamente Rivoluzionario.
Svilire il corpo, non nutrendolo come merita col movimento oltre che col cibo, umiliare la mente, non coltivando un pensiero capace di senso critico e discernimento, calpestare lo spirito, accettando di ingoiare ciò che è umanamente irricevibile: questo corrisponde all’ obbedienza!
In ciò riproducendo un sistema strutturalmente basato sulla violenza, la guerra, la sopraffazione.
PS: avete già comprato tutti il “kit di sopravvivenza di 72 ore” raccomandato dal consiglio europeo per l’ imminente invasione russa?
Oppure, disciplinatamente, ci si prepara per essere ancora una volta e sempre disertori di ogni guerra, di ogni violenza del potere, di ogni menzogna e catastrofe imminente, come ininterrottamente avviene dal 2020 ad oggi.
Davide Milazzo, Ai Wushi
Scuola Libertao, Arti del Corpo per Spiriti Liberi

