La stimolazione delle tecnologie digitali crea dipendenza non meno di altre droghe pericolose e riconosciute come tali, e si pone oggi come connessione artificiale alternativa alla connesione reale dei corpi.

In un crescendo di distanziamento sociale che forgia individui sempre più soli, depressi, incapaci di relazionarsi empaticamente, sprovvisti di un vocabolario base per stabilire un ponte con l’altro proprio perchè viene drammaticamente impoverita l’esperienza corporea.

E questo fa lievitare in modo esponenziale i livelli di aggressività distruttiva, verso il prossimo o se stessi.

Un tablet, un telefono in mano a un bambino avrà per certo effetti distruttivi sullo sviluppo mentale, relazionale, sociale e psico emotivo. Come insegnante ho a che fare con bambini che arrivano quasi sempre con difficoltà enormi a livello di abilità corporee di base che fino a pochi anni fa erano IMPENSABILI, e idem per tutte le problematiche inerenti la presenza, la concentrazione, la capacità di pensiero astratto.

E’ in atto dunque una involuzione senza precedenti, cui non ci si salva del tutto mettendo i bambini al riparo dai congegni elettronici, per quanto questa misura sia assolutamente indispensabile. Il fenomeno dei “neuroni specchio” fa si che comunque il fenomeno sociale sopra descritto finisca per limitare le risorse interne e relazionali di tutti.

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