
caricamento per il colpo diretto
Un’ arma che fa parte del repertorio delle armi cinesi dette “morbide” in quanto non sono un pezzo unico: in questo caso si tratta di due bastoni collegati da una catena o più tradizionalmente da una corda.
Era usato nei campi per battere il riso, e come molti strumenti della vita quotidiana erano poi utilizzati dai contadini per difendersi.
Ha dunque una storia civile, a differenza del San Je Gun, il bastone a tre sezioni, che si è sviluppato in ambito militare, è più pericoloso e tecnicamente complesso.
Ad ogni modo, Er Je Gun ha i suoi pregi, a cominciare dalle dimensioni ridotte che lo rendono facilmente occultabile.
È un’ arma di contenimento, veloce, potente forse non abbastanza da contrapporsi efficacemente ad un’ arma lunga come un bastone o una lancia, ma nella corta/media distanza ha la sua ragion d’ essere.
Dal punto di vista dei 5 movimenti energetici a mio parere è Terra (come il bastone, arma Madre, da cui evidentemente deriva) con una decisa influenza Fuoco che si manifesta nei maneggi e nell’esplosività.
La Terra è equilibrio, centratura e intenzione, caratteristiche che conviene aver ben presenti quando si utilizza quest’arma, che non perdona distrazioni e mentalismi.
Per dirne una, un colpo fatto male su un’ altra arma, o su una persona, facilmente rimbalza e torna indietro: per questo si dice: “utilizzare l’arma morbida come fosse rigida”, ovvero deve sempre essere rigorosamente mossa come fosse un corpo unico, in caso contrario rimbalza.
Un maneggio maldestro può costare anche più di un semplice livido.
Per i praticanti della mia generazione Er Je Gun conserva ancora il grande fascino dei film di Bruce Lee, che l’ hanno reso popolare.

Guardia yang
Insomma praticare le armi tradizionali è sempre uno spasso, e ha un valore d’ uso per coltivare caratteristiche che si ritrovano al di là dell’ arma stessa.
Del resto, è bene tenere a mente che il combattimento armato precede di gran lunga la codificazione degli stili a mano nuda, di cui si comincia a parlare in riferimento alle varie scuole, famiglie e lignaggi solo dalla dinastia Ming in poi (1368-1644 d. C).
E comunque l’ apprendimento dell’uso delle armi in tutte le epoche della storia cinese fino al diciannovesimo secolo, precedeva quello di uno o più stili di boxe o di lotta.
Per ragioni evidenti dal punto di vista militare, ma si deve anche tenere in debita considerazione che le armi allenano princìpi che poi si ritrovano tutti nell’uso del corpo e nel combattimento a mani nude.
Nel caso di er je gun vengono allenate capacità di coordinamento, tempismo, concentrazione, mobilità articolare di spalle e polsi e precisione nella mira.
Consiglio di cimentarsi nel colpire e rompere oggetti vari, ad esempio bastoni o frammenti di tegole o mattoni dopo averli lanciati in aria: un ottimo training in cui si utilizza la tecnica del colpo dritto con l’arma caricata sotto l’ascella, che deve andare e tornare in sede secondo una traiettoria lineare, come un pugno diretto.
Gli altri colpi fondamentali sono un classico del bastone, della sciabola, della lancia: pi (fendente verticale o obliquo), liao (il taglio dal basso), e il colpo di punta con il manico dell’arma, che per questo va impugnata lasciando liberi un paio di centimetri in fondo, sotto le mani.
Le guardie sono due: quella yin, più adatta alla difesa, e quella yang, offensiva.

La guardia yin
Ringrazio il mio amico e Maestro Dante Basili per la trasmissione dei fondamentali e della daolu di questa arma, a sua volta appresa nell’ambito dello studio del Tang lang quan (boxe della mantide religiosa) con il Maestro Brendan Lai (1942-2002).
Ai Wushi
