“I lagher, il nazismo, sono solo una variante dell’ inferno coloniale, ma in casa dei bianchi”.
Franz Fanon, I dannati della terra
“Le abitudini all’ inizio somigliano a ragnatele, poi diventano catene”.
Detto Shaolin
“Attacca il Vuoto totale con il Pieno completo”
Cao Cao, commento a L’arte della guerra di Sunzu
“E’ meglio guarire empiricamente che ammalarsi scientificamente”
Georges Charles, Daoshi San Yi Quan (e mio Maestro)
Dal 1500 ai giorni nostri la Scienza è stata il principale strumento ideologico al servizio del colonialismo e di tutto l’ orrore ad esso connesso.
Si è forgiata attorno a noi nei secoli, con la consistenza di una possente muraglia cinese, l’ idea che il mito del progresso tecnico scientifico sia un bene assoluto, al di sopra di qualsiasi costo umano e sociale, in nome del quale spazzare via tutta la molteplicità delle culture altre.
Le culture basate su concezioni diverse del gesto terapeutico, del corpo, del legame con la natura, gli animali, gli spiriti sono state annientate o soggiogate senza tanti complimenti.
L’ insieme di questo orrore, che ammonta a circa 350 milioni di morti spalmati in cinque secoli (cfr Vasapollo, Introduzione alla storia e alla logica dell’ imperialismo, ed Jaca Book)è totalmente rimosso dalla cultura dominante.
È come un’ Ombra, nera e lorda di sangue, che ci segue passo passo e segna irrimediabilmente il nostro immaginario popolandolo dei fantasmi del rimosso.
È reso invisibile dalla fitta trama del gioco di prestigio operato dalla Scienza: naturalizzare, oggettivare, sacralizzare quel che invece è del tutto storico e frutto di una principale levatrice: la violenza. Inenarrabile, insopportabile, meglio non vederla.
Come si potrebbe, ad esempio, stare a disquisire anche un solo secondo sul sacrosanto DIRITTO DI CHIUNQUE di collocarsi OVUNQUE VOGLIA NEL MONDO, se non rimuovendo totalmente che la realtà che viviamo ogni giorno è stata COSTRUITA su immani migrazioni forzate durante la tratta degli schiavi del colonialismo, e che così continua ad essere grazie agli “aggiustamenti strutturali” del FMI, l’ estrattivismo, l’annientamento delle economie locali di sussistenza perseguite ANCHE per mezzo della melliflua pervasività della “cooperazione internazionale” delle ONG?
Non vediamo niente, non sappiamo niente, avviluppati come siamo nell’ incantesimo capitalista, che distrugge qualsiasi incanto tranne se stesso. Mentre siamo ammorbati dalla medicalizzazione e dalla biopolitica senza riuscire a vedere che non sono l’ unica realtà possibile, un’ immondizia ineluttabile, ma ancora una volta violenza, espropriazione di corpi e coscienze, in altre parole, capitalismo.
La Scienza, il Colonialismo e il Capitalismo sono fenomeni che nascono e sviluppano insieme, e come tali configurano la modernità.
Non è possibile dare conto dell’ odierna infelicità sempre più diffusa, del malessere che avanza ad ogni livello, delle tragedie in corso come lo sterminio di popoli interi e del rischio di guerre nucleari globali, prescindendo dall’ intersecarsi dei tre suddetti pilastri della modernità.
Scrive l’ antropologa Stefania Consigliere:
“Quando la congiunzione di Colonialismo, Capitalismo e Scienza comincia a sprigionare tutta la sua potenza di fuoco, in Europa prende forma l’ uomo nuovo della modernità.
Il suo atto di nascita è scritto nella Favola delle api di Mandeville: LA PROSPERITÀ DELLE NAZIONI NON DIPENDE PIÙ DALLE VIRTÙ DEI CITTADINI MA DAI LORO VIZI.
Mai, neppure per provocazione, si era visto un rovesciamento tanto drastico di tutto ciò che nei secoli precedenti era chiamato ” etica”.
La pazienza, la moderazione, l’ equilibrio, il controllo di sé, il senso di giustizia, l’ altruismo, il contatto con sé stessi e con il mondo: TUTTO ciò che permette la buona regolazione dei rapporti, nonché la crescita dei soggetti in vista di maggiori capacità, viene svalutato a vantaggio dell’ immediata soddisfazione degli stimoli, resa possibile dalla dinamica proteiforme del denaro. Sono ora l’ egoismo, la cupidigia, l’ invidia e la competitività a garantire il successo individuale e la prosperità delle nazioni.
(….). Meglio dunque un depresso con lo smartphone che un asceta felice”.
Linee di fuga: per la Diserzione quotidiana.
La disperazione sempre più palpabile, soprattutto nelle giovani generazioni in cui dilaga depressione, diserotizzazione della vita affettiva, isolamento e tecnodipendenze varie, è a mio parere un fatto al contempo incontestabile e ambivalente.
Chi non respira l’ angoscia nell’aria è perché ha paura di riconoscerla, in sé stesso o nei suoi figli. Meglio si faccia aiutare, forse.
Ma il fenomeno a mio parere è ambivalente nel senso che contiene un potenziale positivo per la trasformazione necessaria.
Sembrano finiti e archiviati i tempi in cui le persone potevano accontentarsi della miseria materialistica del consumismo come principale soddisfazione esistenziale. E per fortuna!! E nessuno crede più a quasi nessuna delle balle colossali che intridono la modernità: democrazia, stato, partecipazione, partiti, destra/sinistra e simili suonano parole vuote quanto false. Ed era ora!!
La disperazione è dunque un passo necessario per la Rivoluzione sempre più necessaria, vitale.
Come fare in modo che un adolescente impugni le armi della critica invece che riempirsi il corpo di tagli come fanno in molti? Come fare si che scoprano la leva sovversiva dell’ erotismo, invece che sprofondare nel nichilismo distruttivo del distanziamento psicoemotivo? Come fare perché l’ amore sia forza rivoluzionaria, spinta aggressiva a re-impadronirsi del corpo, della vita, della pulsione sessuale, tutti elementi spappolati dall’ onda liquida del tecnocapitalismo transumano?
A mio parere il tema del Corpo è oggi centrale.
E di conseguenza è centrale il tema di pratiche testate nei secoli per liberare l’ uomo dalle illusioni e diventare padrone di sé stesso.
Qualsiasi approccio riproduca la separazione corpo/mente, frutto della scissione tra natura e cultura operata dalla Scienza, non può che portare alla legittimazione della catastrofe che stiamo vivendo. Incluso quasi tutto quel che nel Novecento si autoproclamava pensiero rivoluzionario.
Per salvare il salvabile occorre studiare, discernere.
Sapere e capire è fondamentale per spezzare l’ incantesimo capitalista.
Stefania Consigliere, docente di antropologia a Genova, da un contributo enorme alla comprensione, che di per sé è già una traccia di cammino in altre direzioni
Consiglio dunque con entusiasmo la lettura di “Strumenti di cattura. Per una critica dell’ immaginario tecno-capitalista”, di Stefania Consigliere e Paolo Bartolini, ed. Jaca Book
Per il resto, lo scopriremo vivendo.
Sono certo che quel che si può dare attraverso le pratiche che mi occupo di trasmettere è cruciale, in quanto trasformativo, con un andamento che va dall’ interno all’ esterno, spiraliforme e ciclico, mai definitivo o automatico. Non c’ è nessun Sol dell’ Avvenire a dare il suo ritmo, casomai la ciclicità Lunare, che implica il ritorno, l’ abbandono, la purificazione, piuttosto che la crescita “progressista”.
Il contributo delle pratiche è anche Terapeutico.
Non esiste alcuna differenza in questo tra il kungfu, le armi tradizionali, il qigong, lo yoga o il pranayama, le antiche discipline che compongono il patrimonio di Scuola LiberTao: le tecniche sono solo articolazioni dello stesso discorso, dello stesso senso.
E quel che è davvero terapeutico, a differenza di quel che vuole smerciare la propaganda mainstream, è autenticamente Sano e Rivoluzionario, perché nessuna Rivoluzione può essere altrimenti che felice.
Davide Milazzo, Ai Wushi
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