
A Bologna nei mesi estivi i parchi cittadini diventano una sorta di luna park di attività “di movimento” offerte gratis ai cittadini dal comune di Bologna.
Un’ iniziativa apparentemente lodevole, ma solo per l’ormai quasi estinta capacità di analizzare la realtà in modo critico, presupposto fondamentale per subire di tutto e farsi collaborazionisti inconsapevoli di politiche spesso aberranti.
Politiche in tutto rispondenti al paradigma neo liberista di cui soprattutto le amministrazioni del centro sinistra sono maestre, e Bologna città laboratorio da decenni.
Anche e soprattutto quando queste politiche sono ammantate da discorsi improntati alla promozione della salute e del benessere.
Il loro neoliberismo sta alla salute come, su altra scala, il loro appoggio guerrafondaio al riarmo sta alla pace.
Vediamo dunque di demistificare un po’ della loro demagogia su un argomento che mi sta molto a cuore come insegnante di arti marziali, perché Corpo e Movimento sono essenziali non solo per la salute biologica, ma anche per quella psichica, sociale e spirituale.
1. Gratis: sulla pelle di chi?
Anzitutto sulla pelle di chi insegna discipline corporee, chiamato a proporre il proprio lavoro in cambio di un misero “rimborso spese” di pochi euro offerto dal comune.
La contropartita “generosamente” offerta sarebbe la possibilità di auto-promuoversi e sperare così di raccattare corsisti alla fine della prestazione estiva (cosa che peraltro, accade raramente: finito l’oggetto di consumo, questo gener di utente si fionda su un altro).
E dove sta’ scritto poi che promuoversi vuole dire lavorare per un’ elemosina?
Bologna è da decenni laboratorio politico d’ avanguardia della cosiddetta “sussidiarietà”, una particolare forma particolarmente ipocrita e tutta interna alla variante “di sinistra” del liberismo per massacrare lo stato sociale.
Variante in cui il volontariato vero o presunto finisce per abbassare il valore del lavoro, i diritti dei lavoratori e la qualità dei servizi, con la collaborazione dell’ associazionismo del terzo settore.
Dare un servizio gratuito ai cittadini dovrebbe essere la norma per un’ istituzione pubblica, che per definizione dovrebbe offrire valori d’ uso (servizi pubblici e gratuiti) e non valori di scambio (servizi gestiti con logiche privatistiche). Invece sappiamo come si sono involute le cose. Tutto si paga sempre di più, servizi privatizzati, esternalizzati e….. la gratuità elargita a scapito della dignità di figure professionali.
2. Le conseguenze sono del tutto negative anche per il tipo di aspettative che ingenerano nei fruitori del “gratuito”.
I parchi brulicano di gente che con smania consumistica saltella da un’ attività a scrocco all’ altra.
In un clima veramente triste, rumoroso, con gruppi guidati spesso da istruttori che urlano dentro un megafono: sembra tutto un karaoke da spiaggia romagnola.
Spettacolo in sé degradante perché risulta essere una sorta di introduzione… gratuita…. alle logiche consumistiche che circondano il corpo nella nostra società.
3. E il parco con i suoi abitanti animali e vegetali in tutto ciò?
Un modo pessimo e diseducativo di fare cultura ambientale.
Il rapporto col parco e la natura dovrebbe essere improntato al rispetto, al silenzio, all’ ascolto, mentre persino le pratiche “olistiche” vengono chiamate a collaborare a queste bolgie di massa in cui ciò che conta è consumare gratis.
Osservando l’utente medio di queste attività spostarsi in modo famelico a provare questo e quest’altro se ne ricava la sensazione che si muovano come tossicodipendenti con la “scimmia”da astinenza. La stessa che si osserva nelle code di fronte ai negozi di telefonìa in attesa dell’uscita del nuovo modello di smartphone.
4. Il Corpo per i neoliberisti è macchina e merce.
E iniziative come “parchi in movimento” ne sono l’ apoteosi per il tipo di mentalità che ammaestrano, perchè “dolcemente e gratuitamente” si viene introdotti a logiche che in una spirale di degenerazione crescente espropriano le persone prima di consapevolezza poi, piano piano come nella “strategia della rana bollita”, di qualsiasi controllo sul proprio corpo e sulla salute in generale.
Logiche da malati, perché la salute in questo sistema non è un affare conveniente, mentre la patologia si.
5. Tutte le attività che colludono col neoliberismo promuovono vite da malati e da servi senza alcun potere, nemmeno su se stessi.
Questo è vero soprattutto per il fitness commerciale, che sostiene l’idea del corpo macchina da mettere in vetrina con criteri materialistici che escludano a priori la sacralità dello stesso. Ma è vero anche per discipline esotiche, olistiche, ecc. che vengano trasmesse per stare un po’ meglio nella propria cella, abbellita da qualche fiorellino, misticismo a buon mercato… e un po’ di incenso da supermarket scadente e perle di saggezza da baci perugina.
6. La logica della “degustazione gratuita” delle pratiche è funzionale a plasmare gente senza volontà, eterni smidollati facilmente manipolabili.
Fare troppe cose e tutte male saltellando qua e là, il disimpegno privo di disciplina e intenzione, lo scrocco come mentalità egocentrica priva di qualsiasi rispetto: questa è la sottocultura dominante che viene alimentata e rinforzata da tali iniziative.
In conclusione
In Scuola LiberTao si respirano e Vivono concretamente princìpi trasformativi, terapeutici, e in quanto tali rivoluzionari.
Per noi non si tratta di adattarsi ad un sistema malato, ma di antiparne qui e ora la fine.
Dobbiamo essere noi stessi il mondo che vogliamo, e ciò richiede un lavoro individuale e un sostegno comunitario che guarisca dalle scissioni e realizzi integrità: Corpo-Mente-Spirito.
Ciò rende dritti e affilati come una spada.
E’ la Via Cavalleresca del Coraggio, da habeo-core.
Questa è Scuola LiberTao.
Del mio lavoro che amo definire da “artigiano del corpo” ci campo, con dignità, ma anche con rinunce e molto coraggio, quello che mi permette di fare a meno di tutto ciò che il sistema definisce come “sicurezza” a vantaggio della mia libertà e coerenza con i princìpi che voglio testimonare e incarnare.
Questo approccio, che di commerciale non ha niente, include anche avere momenti di gratuita’ con i miei ragazzi.
Ogni anno ci sono occasioni per questo, come conferenze, a volte ritiri, o percorsi formativi di spessore in collaborazione con varie figure professionali, sulla salute, la medicina tradizionale cinese e altro.
Ma ciò non è MAI UN FATTO PROMOZIONALE bensì un fatto di cuore, di principio, di sostanza e coerenza con quel che siamo, e perché è bello così.
Per lo stesso motivo sono del tutto ostile a qualsiasi iniziativa che sedimenti la cultura della pretesa, della svalorizzazione, del dare per scontato l’impegno di chi insegna queste pratiche, come se non fosse comunque un lavoratore, sempre, anche quando svolge un ruolo terapeutico che riguarda non solo la dimensione del corpo ma anche la mente e lo spirito dei praticanti.
In questo discorso includo la pessima consuetudine delle “lezioni di prova gratuite”, che conferma solo che chi è “artigiano del corpo” è considerato zero in questo sistema.
Non accade nei confronti di nessun’ altra categoria professionale una tale assurdità.
Provate a chiedere un “lavoro in prova” al vostro meccanico: probabilmente vi tira una chiave inglese in testa, e come dargli torto!
Questo è emblematico della svalorizzazione del corpo in questa società e trascina verso il basso il valore dell’ offerta dei corsi, in una guerra tra poveri in cui chi ha un’ altro lavoro di cui campare se ne fotte di chi invece è un professionista, e deve anche sopravvivere.
Dal 2020 in poi si osservano chiaramente i seguenti fenomeni interconnessi:
1. Il livello di salute bio-psico-sociale delle persone è crollato in modo verticale, anche in conseguenza di “campagne sanitarie” che avevano ben altre finalità dalla tutela della salute pubblica. E per questo imposte con una dose di violenza e ricatti che hanno attaccato il principio stesso della cura, di cui resta ben poco.
2. Iniziative come parchi in movimento hanno un’audience di massa via via crescente, in stretto rapporto col punto 1, ma ciò non è affatto una soluzione, al contrario fa parte del problema.
3. La maggioranza dei professionisti del corpo hanno ormai rinunciato a proporre corsi estivi a seguito della concorrenza sleale di chi accetta la logica sopra descritta, trovandosi così in condizioni materiali ancor più difficili.
Lo spazio da loro abbandonato è dunque riempito il più delle volte da gente che insegna per hobby, o alle prime armi, quindi disposta a tutto, anche a scapito di se stessi e dell’intera categoria.
Vetrine come parchi in movimento portano acqua al mulino dei nemici del corpo, della libertà e della Vita in generale.
Altro che vita sana: promuovono non vite deprivate e manipolate, perché come dice un’ antico adagio “Solo chi possiede il corpo possiede la mente”.
Queste iniziative vanno semplicemente disvelate e boicottate, da tutti coloro che lavorano perché il Corpo non sia merce da malati, ma laboratorio vivente di Libertà, trasformazione rivoluzionaria, liberazione.
L’umanità ne ha bisogno.
Questo è l’impegno che mi sento di dover assolvere con tutta la passione di cui dispongo.
Davide Milazzo, Ai Wushi
Scuola LiberTao arti del corpo per liberare lo spirito
Arti marziali e yoga
