
Propongo di sostenere l’ossigeno vitale del pensiero libero procurandosi questo piacevole testo.
Un libro da leggere d’ un fiato, per iniziare a fare i conti con quanto è accaduto durante la psycopandemia.
Operazione indispensabile non solo per capire la fase storica nuova che si è aperta, perchè parliamo di fatti spartiacque che continuano a generare effetti, ma anche per guardarsi a livello individuale con franchezza e senza prendersi in giro.
Ogni lavoro interiore ed evolutivo (ma anche ogni discorso politico entro la soglia della decenza) non può che partire dal prendere atto di quel che c’è e di quel che si è, con sguardo compassionevole ma onesto e vero.
Infatti un conto è la benevolenza, tutt’altro affare la codardìa!
E niente meglio di una situazione estrema come quella che ci è stato imposto di vivere, di un’ emergenza vera o del tutto artefatta e manipolata come in questo caso, è occasione per fare luce.
In alternativa, affidarsi alla rimozione per paura di vedere/vedersi è la strada migliore per stagnare ed essere pronto a consegnarsi alle continue e reiterate manipolazioni di massa.
Nel 2020-23 siamo già arrivati sulla soglia di una logica da lagher, restare inconsapevoli è il modo migliore per cascarci in pieno, o per essere carne da macello di guerre o altri progetti dell’oligarchia dominante magari vestiti da qualcosa di “green”. E sempre per la “salute di tutti noi”. Soprattutto dei soggetti deboli, come giuravano i Conte, gli Speranza, i Draghi, con la bava alla bocca mentre fottevano i più, SOPRATTUTTO I PIU’ DEBOLI, che per andare dietro alle loro indicazioni ci hanno lasciato spesso la pelle.
Vi consiglio quì un ottimo testo scritto con ironia, passione ed intelligenza critica, capacità di per sé rare di questi tempi.
L’ autore Rocco De Luca è un praticante di Karate, di formazione libertaria, il chè mi dà conforto perché dimostra che in qualche raro caso le pratiche hanno lavorato bene, nell’ unico modo in cui devono agire: portare ad essere Guerrieri nella Vita con Coraggio e Integrità, invece che servi e collaborazionisti delle più atroci crudeltà verso se stessi e il prossimo. Perchè di sado-masochismo e logiche da delatori, spie, traditori e infamoni vari abbiamo fatto il pieno a sufficienza.
Lo stesso dicasi per la formazione libertaria e l’ appartenenza ad un’ area politico culturale “rivoluzionaria” dell’autore.
Un’area che grazie a quegli avvenimenti si è dimostrata in tutta la sua miseria e inconsistenza, passando armi e bagagli nel campo dello stato e del capitale.
Se non fossi certo che il covid 19 sia stato preparato in laboratorio dai nemici dell’umanità (ma per fortuna esiste l’eterogenesi dei fini…) sarei tentato di esultare: evviva il compagno covid! Solo un piccolo virus ingenierizzato, ma in grado di portare molta più verità di quanto la lotta di classe (da me praticata con molta energia per buona parte della mia vita), non sia riuscita a fare nell’ultimo mezzo secolo! Grande notizia, enorme opportunità in mezzo alla catastrofe non certo sanitaria come l’intende la propaganda, ma catastrofe politica, culturale, antropologica, umana.
Catastrofe , dal greco catastrofé, rovesciamento: dunque per chi crede nella necessità inderogabile di rivoluzione, o almeno di cambiamenti radicali, un fatto necessario e positivo, anche se ha trascinato con sè nelle fogne tutto il vecchio mondo che conoscevamo, incluso molti amici, compagni, fratelli, appartenenze, identità, persino le parole per definirci, ecc.
Questo mondo di merda per rinascere deve pur morire, e oggi è popolato per lo più da morti: la sofferenza è palpabile, intergenerazionale, ma nei giovani è disperazione conclamata, ostentata, estetizzata. Ciò non è di per sè necessariamente un male, percè indica un disinvestimento radicale da tutte le false promesse liberiste che invece trionfavano fino a ieri l’altro. Il compagno virus ha finito il lavoro, dopo decenni di precariato che dal lavoro ha investito ogni ambito esistenziale. Alla crescita infinita e al consumismo per tutti ormai non crede nessuno, tantomeno la generazione che si autoproclama Z, l’ultima. Quindi futuro zero, nessun mito del progresso: ottimo presupposto. Si tratta “solo” di riuscire a far sentire Vita in alternativa alla rassegnazione succube con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Con le nostre pratiche sicuramente.
Rimettere il Corpo al centro di ogni cambiamento è una prospettiva a mio parere ineludibile per non ripercorrere i soliti vicoli ciechi della storia.
Come giustamente ha scritto Giorgio Agamben, riuscire ad acchiappare le due grandi aree culturali, quella cattolica e quella post marxista, è stato il capolavoro delle classi dominanti durante la cosiddetta guerra sanitaria.
Purtroppo a quelli si sono aggiunti anche anarchici, autonomi, leninisti e frattaglie varie, ormai ridotti a parodia da circo.
Occorre molta inventiva, passione, intelligenza e coraggio.
Leggere un buon libro fa parte del processo.
Chi fosse interessato mi scriva che passo il contatto dell’autore.
Ai Wushi
