A me piace usare il termine nella sua duplice accezione, antica e moderna, in modo cioè che il significato moderno di cambiamento radicale si possa conciliare con quello del ritorno e della ciclicità. Mai più il mito del progresso, il tempo lineare, neppure nella sua versione proletaria: il sol dell’avvenire. Robaccia. Il tempo della destituzione rivoluzionaria è adesso, e non poggia su alcuna alleanza col fluire del tempo storico. Non c’è alcun determinismo, ma solo la Libertà di scelta e di azione, soprattutto.

Perciò occorre scegliere bene e un agiure impeccabile.

Uno dei miei maestri mi ha detto un giorno che nel calendario Maya sono un “allacciatore di mondi”: all’oggi è la sola e unica definizione di me stesso che accetto senza nessuna sensazione di asfissia respiratoria.

Sono un allacciatore di mondi da sempre.

E c’era molto, tanto cuore. Mentre se faccio un bilancio delle migliaia di ore di vita sprecate nelle riunioni o nelle assemblee con quei pippari duri e truci dei miei compagni (che furono)…meglio non pensarci.

“Quando all’uomo del paleolitico, o al bambino ancor oggi, chiedevi chi sei la sua risposta era io sono il cosmo”. Francesco Benozzo, Piccolo manuale di diserzione quotidiana)

Possedere il corpo e coltivare lo spirito: senza questo passaggio, probabilmente, questo sistema di morte “farà di noi cenere” come dice Guzzi.

La disgregazione interiore accompagna come fattore ideologico determininante tutta la storia del capitalismo dalla modernità in poi. Cartesio e il “cogito ergo sum” riassumono bene la faccenda: il capitale nella fase dell’ accumulazione originaria ha strappato violentemente i corpi non solo dalle menti, ma dal Cosmo, per farne appendici delle macchine. E vediamo bene come oggi il processo sia andato avanti.

Ma sappiamo bene che si può beniossimo essere senza pensare. E che si pensa molto meglio passando dall’essere qui e ora, che è imprescindibile dall’avere il corpo.

Come può sperare di cambiare il mondo chi non è in grado di cambiare una virgola di sè, chi sceglie di essere vittima di se stesso, dei propri meccanismi difensivi egoico bellici che ci confermano la stessa identica separazione dal cosmo continuamente nutrita e rinforzata dal sistema.

Quando un soggetto disgregato indossa una qualche maschera ideologica si hanno spesso i risultati più catastrofici, e ciò spiega perchè nelle vicende degli ultimi anni, con la “guerra sanitaria”, i peggiori aguzzini siano stati proprio gente che si definiva libertaria, rivoluzionaria, antagonista, autonoma, ecc.

Se avessero avuto l’ordine dallo stato probabilmente avrebbero avuto la capacità di arrivare senza problemi nè rimorsi alla violenza fisica e alla segregazione di chi non si è omologato. Chi pensa sia una esagerazione lo pensa per un motivo molto semplice: perchè il suo è un pensiero di chi si è omologato e non è in grado di mettersi nei panni di chi non lo è stato.

E’ bene tenerlo a mente: ci saranno altre occasioni.

L'Oro è l'Immortalità! In cosa crede la Nuova Umanità? - Marco Guzzi (Gli anni d'Oro)

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