
Preparandomi al nuovo anno del serpente verde di Legno, mi hanno colpito le parole della scrittrice Elena Bernabè, che cito in fondo all’articolo, sul lasciar andare, sul concetto di perdita, di cui il serpente è Maestro.
Svuotare la propria tazza è essenziale per poter accogliere quel che l’ Anima (Shen) ci dice, così come qualsiasi insegnamento della Vita o di un Maestro.
Tanto vale allora sintonizzarsi sul messaggio del Serpente, e investire sulla perdita, ogni giorno.
L’ anno Serpente inizia il 29/1, nel giorno del mio compleanno.
Il miglior augurio che faccio a me stesso e a chi voglia farlo proprio è quello di riuscire a concretizzarne il messaggio trasformativo e radicale.ùù
Il serpente è simbolo dell’ energia Acqua, dunque ciò che vi è di più nascosto, profondo, dunque prezioso e protetto, gli aspetti viscerali, il grande Yin (Taiyin), l’inverno, organicamente reni e visceri.
Nel kungfu corrisponde all’attacco con la punta delle dita alle parti molli del corpo (gola, genitali, ascelle, occhi) e alla lancia, la sua postura principale è una xiebu (corrispondente alla scimmia) estremizzata, seduti sul tallone.
Nel caso del serpente di questo anno è influenzato dell’ energia Legno.
Ciò costituisce un supplementare slancio vitale: l’energia Legno è quella trasformativa per eccellenza, legata alla primavera che tutto rinnova e al vento che tutto scuote.
Fare come il serpente, e che ciò divenga un potente condensatore di energie pronte a manifestarsi nella Vita, come un serpente che si raccoglie tra le spire, pronto a lanciarsi come un arco scocca la freccia.
La perdita è il cuore profondo di ogni trasformazione, e quel che è vero nel microcosmo uomo vale anche a livello del macrocosmo collettivo e sociale.
Abbandonare quindi ogni condizionamento tossico che sostenga l’ avanzata della desertificazione liberista e transumana, che ci vuole cyberschiavi infelici, impotenti, rassegnati.
Stabilire una nuova Etica Rivoluzionaria, che scandisca un nuovo Tempo, affatto diverso da quello mercantile, che affermi quello lento, lentissimo, del sentire, del sentimento, del sedimentare, del seminare, del sorgere e dell’ Insorgenza.
La vita, la bellezza, la poesia, ogni esperienza solidale, l’amicizia, il ridere e il pianto, lo sguardo del tuo cane, il gioco dei bambini, il fiore selvatico che cresce tra le crepe del cemento, quel che dura e si consolida tenacemente…
ogni Amore intenso che azzera il tempo dell’ oligarchia e impone il permanere nel silenzio fecondo, dunque un tempo nuovo, come facevano gli insorti della Comune di Parigi che sparavano sugli orologi….
la convivialità di chi sa dividere fraternamente il pane (cum Panis, compagni),
la Festa che ferma il tempo della mercificazione e dell’ iper controllo tecnologico per celebrare rituali di passaggio e redenzione.
Tutto Questo è la nuova Potenza Destituente, la vecchia inarrestabile talpa della Storia, che essendo cieca si muove dentro le profondità di chi Noi siamo.
Cieca, ma con grande senso del Tatto: il senso del Cuore, di cui la mano è strumento nella medicina tradizionale cinese.
Il Serpente che striscia tra due rocce perdendo così la vecchia pelle, anticipa la festa della trasformazione sovversiva e liberatoria, qui e ora.
Amore e Rivoluzione non possono che essere Felici, o non sono tali.
È tempo di arrendersi, quindi di conquistare Tutto.
Ai Wushi, Davide Milazzo
“Siamo nati per perdere. E non ce l’hanno mai detto. Ci hanno fatto credere che è la vincita il nostro obiettivo. Accumulare, prevalere, ottenere, sconfiggere, trionfare. Sono questi i comandi da seguire. Ma è nella perdita che si trova invece la più grande ricchezza. Tutto conclude il suo ciclo, tutto si trasforma, tutto evolve. Il serpente lo sa e lascia andare la sua pelle vecchia per accogliere quella nuova. Anche l’albero lo sa e fa cadere le sue foglie per fare spazio a nuova vita. Solo l’uomo non lo sa. E si aggrappa con tutte le sue forze a ciò che non vuole lasciare andare. Perché teme il vuoto, la solitudine, il silenzio, il cambiamento. Vuole così sfidare la vita e nominarsi vincitore di questa battaglia assurda. Ma gli eroi sono quelli che si arrendono al momento giusto. Che fanno cadere con eleganza pesi inutili, che salutano cortesemente chi se ne va, che non implorano gli altri di rimanere. I veri vincitori sanno solo perdere. E trovare in ogni perdita un maestro inestimabile. Che racconta, a chi lo vuole ascoltare, la storia più importante. Sul mistero della vita”.
(Elena Bernabè)

